venerdì 29 novembre 2013

FINIS

Il tango di Peter Pan

  La musica del tango scivola, guizza, promette. Manca qualcosa, un silenzio. Eccolo. Quale significato cerca di indicare? La fisarmonica è il respiro del vivente e la chitarra un incantevole black hole, denso di antimateria, che precipita attratta da una forza primordiale. Il pianoforte sottolinea l’ansito, fermato da rapidi colpi di bacchetta. Avviene una mutazione: un uccello minuscolo volteggia fremendo sul cuore d’un fiore, parlano di nutrimento.
Il puntuto becco arancione tocca e non tocca, attratto e respinto.
La farfalla dalle ali multicolori s’incrocia con l’altra e formano una creatura con quattro petali, otto. Sono prigioniere del numero pari.
Il pentagramma instaura rigore, salva al suo arrivo dispari un evento bloccato.
  Ieri su un banco, in classe, un libro impertinente (un saggio sulla scuola) è apparso improvviso. Nel deserto, punteggiato di vettori e schemi chiusi, è fiorito il cactus.
I petali gialli sfondano gli occhi; qualcosa avviene.
La lezione riprende nel solito caos, come un paragrafo dall’interpunzione inesatta. La lettura di un brano da quel libro ha funzionato da faro.
Adesso posso tornare a spiegare l’argomento della mia lezione.
La trave incastrata  ha una sezione resistente, calcolabile, ed il processo matematico s’innesta felicemente. Stanno prendendo nota della soluzione, come fosse unica; lo so già che sarà difficile far loro capire la variabilità delle possibili alternative. Si fa strada nelle loro menti che questa evenienza può essere costruita.
  Anche lo studente coi pantaloni a livello posteriore bassissimo con in bella vista le mutande firmate, quello che rifiutava qualunque relazione con lo studio, cura il suo quaderno di appunti.
Scrive chiaramente, e viene a chiedere conferma se quello che ha scritto sia esatto. Io lo so che ha solamente copiato dal compagno più capace. Il suo chiedermi conferme contiene un messaggio segreto: mi dice ‘sto cercando una strada’ .
  Devo essere forte; la fisarmonica mi avverte con note alte inquietanti ora aspre ora dolcissime e sottili. ‘Trasforma la frusta in bacchetta magica!’ mi dice ‘in nient’altro!’. Non devono volere bene a me, devono volere bene, a se stessi nel momento dell’apprendimento.
  Qui, l’insegnante deve ritrarsi, deve sparire. Deve lasciare spazio al sacro. Silenzio e stupore, assistendo al miracolo della creatura che muta. La lentezza è indispensabile. Un passo avanti e molti indietro. Una voce rassicura: è la mia? è la sua? È la nostra, in una simulazione di amplesso, nella sua sequenza di assalto e cedimento. L’idea del tango viene prima del tango. Nella mente, esisteva un luogo del tango, una sua zona. Non importa localizzare dove, per ciascuno è diverso. ‘Varia col tempo e le stagioni?’ no, il luogo del tango non varia col tempo e le stagioni: si sposta intorno al suo territorio e traccia delle mappe, continuamente mutanti. Sembra, immanente.  
  L’ombra si muove e parla, sogghigna e ride: Peter Pan vive, altrove. Il mitico folletto canta, in una sua milonga, versi ottonari; volando sulla baia delle sirene che pizzicano conchiglie chitarre. Le femminili creature condannate al non sesso, strette nelle squame d’argento, fanno stridere le sonore conchiglie paranoiche e il fanciullo costretto a sua volta a rimanere eternamente fanciullo cerca gli ottonari, prigioniero anch’esso dei numeri pari. La sua ombra intanto sogna parole nuove: forse Milonga era Kimbunda,  una regina africana…..

Giuseppe Davì



Bibliografia

Bateson Gregory, Verso un'ecologia della mente, Adelphi, ottava edizione, Milano, aprile 1988

Giuseppe Bagni, Rosalba Conserva, Insegnare a chi non vuole imparare, EGA 2005

Galileo Galilei, Nuncius sidereus. Traduzione italiana di Luisa Lanzillotta.
Opere di Galileo Galilei, Casa Editrice Riccardo Ricciardi Collana La Letteratura Italiana. Storia e Testi a cura di Ferdinando Flora, 1953
              
               Bertolt Brecth: Vita di Galileo, Editore Einaudi  (collana Einaudi tascabili. Teatro) 2005