PIDARTVINTAGE
Il cancello di Pagno
Il passo che
era agile e veloce, si è fatto lento: quanti anni stanno trascorrendo e io
percorro ogni giorno questi corridoi. E’ autunno, una giornata calda ma umida.
Fuori, le foglie gialle turbinano intorno ai marciapiedi; uno scopino le
allontana a mucchi dalle fognature. Potrebbero intasarsi e le future piogge
allagare le strade.
Pagno da lontano, davanti alla porta della sua classe
mi accoglie sereno, man mano che mi avvicino sorride di più. “Ieri non c’eri a
scuola e mi sono preoccupato, mi raccomando non mollare.” Continuo a camminare
e due studenti, uno alto e massiccio, ciclopico, che mi sovrasta di due spanne
e l’altro piccoletto, mi avvertono “non deve andare in terza! deve venì da
noi”, “lo so, lo so” borbotto “adesso arrivo”. Pagno mi saluta ancora
sorridendo e io vado, nella classe in cui devo recarmi. Oggi mi aspettano, già
seduti. Qualche assente, l’unica ragazza che spunta solo qualche volta, in un
banco non suo, pallida e triste. Bella, pelle diafana, magrissima. Non sta
bene. Il solito Perlini, a metà lezione dopo essersi inventato un nuovo modo di
interrompere la lezione: “me sò macchiato con la biro professò ché posso andà
ar bagno?” Esce. Gli avrò concesso il permesso? chissà, non me lo ricordo. La
memoria a breve svanisce, ormai da qualche tempo. L’altra volta, il compagno
della fila accanto aveva scaricato su un foglio il bianchetto, stavolta la macchia
sulla mano da una biro spezzata è larga e nera. Rientra, fuori della porta c’è
qualcuno. “Guardi chi ho portato, professò”. Pagno, ondeggiando e sorridendo,
entra. Sembra galleggiare.
Pagno - Er professò de disegno m’ha buttato fori.
Io - Che hai fatto?
Pagno alla classe - Che dice?che me so fatto?
Io - No, che hai fatto, che hai combinato?
Pagno si siede all’ultimo banco - M’era squillato er
telefonino e m’ha mannato fori a risponne. Poi so rientrato e m’è sonato di
nuovo, allora m’ha strillato. “Vai di fuori e, questa volta, restaci!”.
Io - Ma ha ragione, il cellulare lo devi tenere spento
in classe.
Pagno - Professò ma il telefonino è importante!
Io - Lo so, ma usalo all’intervallo almeno.
Pagno dopo qualche minuto - Vabbè, grazie
dell’ospitalità, vado via.
Io - Mi raccomando, rimani fuori della porta, in
corridoio, non andare in giro.
Pagno, uscendo - Io vado al cancello.
Fuori, davanti al cancello di scuola, foderato di
grate a maglie strette, le foglie gialle a mucchi stanno ostruendo le fognature,
lo scopino è sparito. Forse prende un caffé al bar di fronte. No, anche quello
è chiuso.