<<Al SERENISSIMO COSIMO II DE MEDICI IV GRANDUCA DI TOSCANA
Insigne istituzione certo e assai
civile fu quella di coloro che tentarono di proteggere dall'invidia le opere
famose di uomini eccellenti per virtù e salvare dall'oblio e dalla morte i nomi
loro degni d'immortalità. Perciò si tramandarono alla memoria dei posteri
immagini scolpite nel marmo o fuse in bronzo, perciò si posero statue pedestri
ed equestri, perciò le spese per colonne e piramidi giunsero, come disse il
poeta, alle stelle, per questo infine si costruirono le città e fu loro imposto
il nome di quelli che i grati posteri vollero imperituri. Tale è, infatti, la
condizione dell'umana mente che, se non è stimolata da immagini che di continuo
le si presentino dall'esterno, ogni ricordo facilmente svanisce.>>1
Lo scienziato,
anziano e sofferente, è chiamato a Roma nel 1633, dove è processato e gli è
richiesto di abbandonare la teoria copernicana. Imprigionato e minacciato di
tortura, Galileo è costretto ad abiurare pubblicamente ed è condannato alla
prigione a vita. In seguito gli è concesso di scontare la pena nella sua villa
di Arcetri, vicino a Firenze.
Nel luglio
dello stesso anno, comincia a scrivere il Discorso
intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali.
Muore, malato e ormai cieco, l'otto gennaio 1642, nella casa di Arcetri.
Muore, malato e ormai cieco, l'otto gennaio 1642, nella casa di Arcetri.
E il cantastorie riprende “ecco Galileo
l’ammazza-bibbia”. 2
"Eppur si muove!" 3
Per giungere
alla formulazione della sua definizione di massa, Galileo esegue numerosi
esperimenti da solo. Un semplice piano inclinato, delle sfere di diversi
materiali, misurava spostamenti del rotolamento verso il basso e i tempi in cui
i moti avvenivano. Somme, sottrazioni, divisioni, moltiplicazioni, null’altro.
Le forze, le
masse e le accelerazioni sono ancora invisibili. Niente di più misterioso
ancora oggi. Black Holes. Simulazioni, metafore, aforismi, dialoghi con se
stessi e con gli altri nell’illusione di essere penetrabili e comunicanti.
Elisioni. Possiamo solo toccarci e sfiorarci. Chi vuole comprendere, in realtà
com/prende, si appropria della libertà, dono naturale di tutte le creature
viventi. Tendiamo al possesso non alla comprensione. Il resto: storia, cultura,
studio sono un trucco della mente per strutturare un impero personale, sempre
violento, dittatoriale. Così è l’uomo. Così non è la donna.
(1) Galileo Galilei, Nuncius sidereus. Traduzione italiana di Luisa Lanzillotta.
Opere
di Galileo Galilei, Casa Editrice Riccardo Ricciardi Collana La Letteratura Italiana.
Storia e Testi a cura di Ferdinando Flora, 1953.
(2) B.Brecth: Vita di Galileo.
(3) Frase attribuita a Galileo Galilei, tuttavia non
supportata da fonti certe.