venerdì 4 ottobre 2013

DEDICA


<<Al SERENISSIMO COSIMO II DE MEDICI IV GRANDUCA DI TOSCANA

             Insigne istituzione certo e assai civile fu quella di coloro che tentarono di proteggere dall'invidia le opere famose di uomini eccellenti per virtù e salvare dall'oblio e dalla morte i nomi loro degni d'immortalità. Perciò si tramandarono alla memoria dei posteri immagini scolpite nel marmo o fuse in bronzo, perciò si posero statue pedestri ed equestri, perciò le spese per colonne e piramidi giunsero, come disse il poeta, alle stelle, per questo infine si costruirono le città e fu loro imposto il nome di quelli che i grati posteri vollero imperituri. Tale è, infatti, la condizione dell'umana mente che, se non è stimolata da immagini che di continuo le si presentino dall'esterno, ogni ricordo facilmente svanisce.>>1

  Lo scienziato, anziano e sofferente, è chiamato a Roma nel 1633, dove è processato e gli è richiesto di abbandonare la teoria copernicana. Imprigionato e minacciato di tortura, Galileo è costretto ad abiurare pubblicamente ed è condannato alla prigione a vita. In seguito gli è concesso di scontare la pena nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze.
  Nel luglio dello stesso anno, comincia a scrivere il Discorso intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali.
  Muore, malato e ormai cieco, l'otto gennaio 1642, nella casa di Arcetri.
  E il cantastorie riprende “ecco Galileo l’ammazza-bibbia”. 2
  "Eppur si muove!" 3

  Per giungere alla formulazione della sua definizione di massa, Galileo esegue numerosi esperimenti da solo. Un semplice piano inclinato, delle sfere di diversi materiali, misurava spostamenti del rotolamento verso il basso e i tempi in cui i moti avvenivano. Somme, sottrazioni, divisioni, moltiplicazioni, null’altro.
  Le forze, le masse e le accelerazioni sono ancora invisibili. Niente di più misterioso ancora oggi. Black Holes. Simulazioni, metafore, aforismi, dialoghi con se stessi e con gli altri nell’illusione di essere penetrabili e comunicanti. Elisioni. Possiamo solo toccarci e sfiorarci. Chi vuole comprendere, in realtà com/prende, si appropria della libertà, dono naturale di tutte le creature viventi. Tendiamo al possesso non alla comprensione. Il resto: storia, cultura, studio sono un trucco della mente per strutturare un impero personale, sempre violento, dittatoriale. Così è l’uomo. Così non è la donna.

(1) Galileo Galilei, Nuncius sidereus. Traduzione italiana di Luisa Lanzillotta.
Opere di Galileo Galilei, Casa Editrice Riccardo Ricciardi Collana La Letteratura Italiana. Storia e Testi a cura di Ferdinando Flora, 1953.
(2)  B.Brecth: Vita di Galileo.
(3) Frase attribuita a Galileo Galilei, tuttavia non supportata da fonti certe.